L´ARTE, LA MUSICA, LA CHITARRA - 2) CONVERSAZIONI CON LA CHITARRA

                           

     

               2) CONVERSAZIONI CON LA CHITARRA

 

DALLA CHITARRA


Le nuove tecnologie si stanno imponendo.
Quando ho deciso di fare questa "pagina", la prima cosa che ho ritenuto di fare è decidere se farla dal lato proprio personale (com’è usuale) o dal lato della stessa chitarra.
quest’ultimo lato è prevalso, perché per me parla più il prodotto che il processo, il lavoro che il lavoratore.
Posso parlare molto di me, ma se quello che ho fatto non va bene o non é buono, tutto cade nel vuoto.
So che a molti potrebbe interessare dove si sostiene, in breve, tutto quello che io faccio. E per loro, ho messo alcuni punti che contiengono la mia
formazione. (Senza dubbio essenziale per le mie produzioni). Ma insisto, non c’è artista senza opera. Sarà successo o no, secondo la sua produzione (oltre il riconoscimento che è sempre arbitrario).
Pertanto, ho messo in primo piano la stessa chitarra.
È lei quella che parla, e per mezzo di lei che io parlo, e lei è dove io parlo.

 

                         

 

 

LA CHITARRA ED IO

Troverete pensieri, creazioni, interpretazioni, ricerche, in relazione all’infinito mondo che la stessa chitarra risveglia in colui che scrive.
Noterete che tra le altre cose ho voluto dare il carattere originale di una "classe aperta".
Così sviluppo e svilupperò nelle consegne successive, diversi temi che appartengono alle mie specialità, come il "suono, le chitarre antiche, la musicalità e la tecnica chitarristica".
Naturalmente l’apprezzamento estetico è sempre soggettivo.
Quelli che veramente sono molto concreti ed oggettivi, sono i miei modelli che hanno creato delle roccaforti nelle mie predilezioni artistiche. Così è come coronano il mio Olimpo da Segovia a Toscanini, Horowitz a Bream, Stark a Rubinstein, Adal Visma a Haifets, dalla Callas a Krauss e molti altri che vengono dalla attenta lettura di questi saggi (per dargli un nome)
So che "questa pagina" da un lato può essere un' isola in mezzo alla voragine che esiste, e in secondo luogo anche molto contestatario. Poiché la mia massima "l'arte è un modo di vivere e non un mezzo di vita" segna inequivocabilmente il grado estremo che per me è umanamente l’arte, e il mio confronto deliberato e la resistenza a quello che oggi è inevitabilmente imposto: the time is gold, il tempo è oro, ovvero si misura tutto in termini di produzione. Lasciamo questo ad altri settori, perché per l’arte significa, né più né meno, il suo certificato di morte (prove abbondano).

 

 

                                

 

 

IO E LA CHITARRA

Vedrete (in quello che suono, sento e scrivo) che la mia maniera di vedere la musica, l´arte e altro,  è in contrasto rispetto a come le scuole di chitarra di solito affrontano le diverse idee estetiche (siano essi antiche o moderne). Anche tecnicamente parlando. Originale nel mio abbordaggio strumentale. E personale nella struttura artistica ed estetica in cui metto in relazione la musica con altre arti,
 l'esecutore musicale con l' interprete attore, o l'importanza dell’espressività e sensibilità, o capacità di emozionare: regali unici ed esclusivi che fanno capire se una persona è artista vero e completo oppure no.
Indubbiamente queste ultime tre qualità insieme al temperamento e/o al carattere (come ingredienti di quella che viene chiamata la teoria dell'espressione sono fondamentali e di solito nessuno parla) sono musicalmente le più difficili da acquisire e trasmettere.

 

LA CHITARRA  E  I  CHITARRISTI

Ora, però, non fa differenza a chi questo va indirizzato, al livello in altre parole.
Può essere a quelli che vengono a vedere cosa è? Senza nessuna conoscenza della materia.
O agli altri che siano già in gara, qualunque sia la distanza  della maratona in cui si trovino.
O a coloro che dilettandosi tra le alte sfere musicali vogliono sapere dove si sta andando per queste latitudini.

 

Quello che voglio sia chiaro, il mio proposito, è che non pretendo trattare questo tema per accomodarlo per tutti. Cerco, invece, di elevare ognuno ad un livello più alto, per guardare oltre.  Perché quello che scrivo e che appunto è sempre ogni volta più elevato (vizio da docente indubbiamente).
E so che ognuno troverà in tutto questo che condivido, qualcosa per ripensare e riflettere. Perché anche nella più alta visione musicale, sono attualmente svalutati certi valori musicali (come la bellezza del suono nella chitarra) che purtroppo sono persi, dimenticati, o peggio, sotto valutato.

 

 

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